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Quali
sono le domande più ricorrenti?
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- Dopo
l'intervento sarà possibile togliere definitivamente gli occhiali?
L'obiettivo
della chirurgia con il laser ad eccimeri è di ridurre la dipendenza
dagli occhiali o dalle lenti a contatto.
E' certo però che non tutti i candidati potranno liberarsene
completamente, qualcuno potrà aver bisogno di un occhiale soltanto
per alcune particolari situazioni, come la guida notturna. Dopo i 40
anni d'età si potrà , dopo l'intervento, togliere completamente
gli occhialio per la visione da lontano, ma a causa della presbiopia,
aver bisogno di una correzione da vicino.
- In
caso di necessità, potrò rimettere le lenti a contatto
dopo l'intervento?
Se
necessario, sì, è possibile. L'importante sarà
rivolgersi ad uno specialista contattologo. A volte, infatti, dopo un
intervento di PRK o LASIK, l'applicazione potrà essere più
complessa.
- E'
vero che l'intervento dura pochi secondi?
L'azione
del laser, in realtà, dura mediatamente dai 20 secondi ad 1 minuto
e mezzo. La parte della preparazione del paziente - per esempio: gli
esami preoperatori, la vestizione.. - e la parte della preparazione
dell'occhio - l'anestesia.. - richiedono qualche minuto in più.
Da quando si entra nella clinica a quando si è dimessi dal chirurgo
trascorre al massimo un'ora.
- Potrò
vedere 10/10 dopo una PRK o una LASIK?
Se
i 10/10 si vedevano anche prima dell'intervento, nella maggioranza dei
casi la risposta è sì.
In rari casi si possono guadagnare, o perdere dopo il trattamento 1
o 2 decimi di visione. I tempi di recupero del miglior visus sono differenti
secondo il tipo d'intervento effettuato, se in PRK o in LASIK.
- Questo
tipo di chirurgia è compatibile con tutti i bandi di concorso?
La
maggior parte dei bandi non crea limitazioni in merito. Ci sono dei
bandi di concorso che specificano la non idoneità del candidato
se è stato sottoposto a LASIK o PRK - alcuni bandi delle forze
dell'ordine.
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Indicazioni
e motivazioni all'intervento
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- Vi sono
delle indicazioni strettamente cliniche, come ad esempio l'ansiometropia,
vale a dire una netta differenza del difetto di refrazione tra i due
occhi, che non può essere corretta adeguatamente con il comune
occhiale. Vi sono inoltre numerose motivazioni individuali, personali,
di ordine professionale, psicologico, attitudinale che hanno un peso
rilevante nella scelta di sottoporsi all'intervento chirurgico.
La ballerina, il campione di tuffi, il pilota di aerei, l'autista, ma
anche più semplicemente il cuoco, il muratore, il poliziotto,
sono esempi di professionisti che male utilizzano gli occhiali durante
il lavoro, e le lenti a contatto sono spesso fastidiose o addirittura
pericolose in alcune situazioni. Tra i candidati alla chirurgia refrattiva
c'è anche chi fa fatica a vedersi con gli occhiali e si sente
psicologicamente condizionato dal loro utilizzo, o chi semplicemente
desidera avere una migliore visione senza occhiali o lenti a contatto
per godere le più normali situazioni della vita quotidiana, come
guardare la sveglia al mattino senza dover cercare sul comodino gli
occhiali, andare al mare senza temere il danno dell'acqua salata sulle
lenti a contatto, o entrare in un locale pubblico durante una fredda
giornata invernale e vedere chiaramente subito, senza dover disappannare
gli occhiali.
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Il laser
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- Dal 1988
viene utilizzato il laser ad eccimeri. In quasi tredici anni di esperienze
mondiali sono stati trattati milioni di occhi. Come tutti i laser esso
è costituito da una sorgente intensa di luce - o radiazione elettromagnetica.
Il laser ad eccimeri, in particolare, emette un fascio ultravioletto
(193 nm) con altissima energia specifica ma bassissimo potere penetrante
nelle cellule biologiche. Questo consente una fotoablazione per dissociazione
molecolare di strati infinitesimali di tessuto corneale, senza danno
per le cellule adiacenti. Rappresenta il "bisturi" più
preciso e delicato oggi esistente, ideale per la microchirurgia oculare.
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Le
tecniche
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- Oggi
le tecniche più usate sono la PRK o cheratotomia
fotorefrattiva e la LASIK o cheratomileusi laser. In relazione alle
condizioni oculari personali, il chirurgo sceglierà quella più
appropriata ed efficace.
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- PRK
Utilizza il raggio del laser ad eccimeri per rimuovere sottilissimi
strati di tessuto corneale, rimodellandone così la curvatura.
Il diametro della parte trattata è di 6/8 mm e lo spessore è
misurato in millesimi di mm. Si esefue disepitelizzando circa 10mm di
diametro dell'epitelio corneale (primo strato esterno della cornea:
circa 50 microns) e poi si esegue la fotoablazione direttamente sulla
superficie dello Bowand (secondo strato dopo l'epitelio) e quindi dello
stroma corneale (terzo strato: quello di maggior spessore e quindi più
significativo per ottenere effetto di correzione ottica tramite scultura
ablativa corneale).
Nota storica: è stata la prima tecnica utilizzata con il laser
ad eccimeri.
- LASIK
Si esegue
una sottile sezione a cerniera della cornea, detta "lembo corneale",
sollevato questo lembo si tratta la cornea sottostante con il laser
ad eccimeri. Alla fine della procedura si riposiziona il lembo senza
la necessità di sutura.
Nota storica: è stata la seconda tecnica utilizzata con il laser,
ed è oggi considerata la più raffinata, ideata ed eseguita
per la prima volta dal Dott. Lombardi nel 1989, ma sfortunatamente non
pubblicata con altrettanta rapidità...
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L'intervento
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- PRE
Il paziente viene sottoposto ad una accurata visita oculistica per verificare
il reale difetto visivo e la possibilità di praticare l'intervento
con il laser. Verrà poi effettuato un esame in dilatazione pupillare
e una topografia corneale.
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- Il giorno
del trattamento
Accompagnato, al paziente verrano istillate delle gocce di collirio
anestetico. La presenza in sala operatoria dura solo pochi minuti e
l'intervento tecnico sull'occhio dai 40 ai 50 secondi. L'équipe
del Prof. Lombardi considera inutile bendare l'occhio dopo l'intervento.
Al paziente verrà fatta leggere la tavola della misurazione della
vista già due minuti dopo l'intervento. Quindi si valuterà
l'utilità o meno dell'applicazione di una lente a contatto usa
e getta in pochi casi selezionati (ad e. nella PRK) per non oltre 24-48
ore. Verrà poi prescritta una terapia a base di colliri.
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- A casa
Il paziente potrà avvertire una sensazione di fastidio o dolore
in regione oculare durante le prime 24/72 ore. Questi disturbi sono
ben tollerati con l'uso di analgesici. Si consiglia un periodo di riposo
di qualche giorno. Nelle giornate successive verranno effettuati dei
controlli. La vista migliorerà giorno per giorno. A una/due settimane
dall'intervento la qualità della visione sarà già
discreta e continuerà a migliorare mano a mano che si completa
il processo di riepitelizzazione e cicatrizzazione della cornea. L'assestamento
definitivo, dipendente dalla reazione bilologica individuale, viene
progressivamente controllato dall'oculista e si completa normalmente
entro due o tre mesi.
La precisione dell'intervento è determinata dal laser, che è
controllato da un sofisticato computer. Ci si potrebbe aspettare perciò
una precisione assoluta nei risultati se il tessuto trattato fosse inerte
come la plastica, ma essendo invece, la cornea, un tessuto bilologicamente
attivo, i risultati refrattivi post-operatori dipendono dalla risposta
cicatriziale individuale che può variare da occhio a occhio.
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